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	<title>Il Circolo del Buongoverno di Milano</title>
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	<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 15:24:19 +0000</pubDate>
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		<title>Ministeri al nord: l&#8217;arma della distrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpio Gravina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’abile politico riesce a celare i suoi obiettivi finché questi non sono raggiunti. L’esperto di palazzo dà in pasto all’opinione pubblica solo una piccola parte del suo progetto, lasciando il resto alla speculazione.
L’ultima trovata politica velata di mistero pare venire dalla stanza dei bottoni di via Bellerio. Una proposta di legge popolare per il trasferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’abile politico riesce a celare i suoi obiettivi finché questi non sono raggiunti. L’esperto di palazzo dà in pasto all’opinione pubblica solo una piccola parte del suo progetto, lasciando il resto alla speculazione.<br />
L’ultima trovata politica velata di mistero pare venire dalla stanza dei bottoni di via Bellerio. Una proposta di legge popolare per il trasferimento dei ministeri al nord non se la aspettava nessuno. Eppure Bossi e colleghi ci stanno pensando da più di un anno. </p>
<p>Prendendo sul serio il grido degli 80mila di Pontida diamoci alla speculazione ipotizziamo uno trasferimento del Ministero dell’Interno da Roma a Monza. Partiamo coi numeri: il Ministero conta in tutta Italia 162mila dipendenti di cui circa 12mila lavorano nelle diverse direzioni generali con sede a Roma. I costi del personale e della gestione delle strutture romane si aggira intorno agli 800 milioni di euro, circa il 10% del budget annuale a disposizione di Maroni (dati 2011).<br />
Ragionando a spanne un trasferimento comporterebbe 12mila dipendenti pubblici in più a Monza e 800 milioni di euro in più spesi in Brianza. Un bel colpo per la neonata provincia lombarda, ma vale lo stesso per il resto del Paese? Forse no, il calcolo infatti ha escluso qualche costo annesso e connesso. Ecco alcuni esempi: che fare dei 12mila romani regolarmente assunti e quindi contrattualmente intoccabili? Che fare delle decine di edifici pubblici dedicati agli uffici del Ministero? Chi paga i costi di trasloco? Chi paga gli uffici riallocati a Monza?</p>
<p>Per ora restano quesiti senza risposta, facciamo però un passo indietro. I lumbard sembrano aver trovato una quadra col Pdl limitandosi a chiede lo spostamento di alcuni uffici di rappresentanza al nord. Poca cosa rispetto ai numeri prospettati prima, forse qualche decina di dipendenti o poco più. Importanza pratica dell’operazione vicina allo zero. Perchè tanto clamore allora? Le vere ragioni sono celate, quelle ipotetiche sono almeno due.</p>
<p>La prima ha le sue radici nell’essenza più pura del leghismo: la padana avversione verso Roma ladrona. Bossi sa che per scaldare i cuori del suo popolo basta rispolverare le vecchie battaglie: secessione, se no federalismo, se ni almeno lo spostamento di un po’ di posti pubblici da sotto a sopra il Po. Semplice, quasi banale, come la mentalità di chi si lascia convincere della valore di queste operazioni. La seconda ragione è più sottile, più politica. In un periodo di grande turbolenza istituzionale, dove gli schiaffi alla maggioranza ormai non si contano più, serve un diversivo per superare l’empasse. Il politico navigato sa che il vento di cambiamento soffia finché c’è odore di elezioni, gli italiani non sono popolo di rivoluzionari. Placato il fervore post elettorale si torna pian piano verso la normalità. Meglio far passare un po’ di tempo allora, magari distogliendo l’attenzione pubblica dai temi più delicati. Cosa più adatto di una sparata in perfetto stile bossiano? “Spostiamo i ministeri al nord!” e giù critiche, interventi dei sudisti e dei nordisti, note del Quirinale, opinioni dei benpensanti, editoriali degli opinionisti e chi più ne ha più ne metta. In poche parole un polverone sul nulla. Polverone che, ben alimentato, tarda a placarsi, facendo la felicità del senatur. L’italiano così è distratto: non si chiede che ne sarà della riforma fiscale o dell’asse Lega-Pdl ma si chiede se il Palazzo Reale di Monza può essere sede adatta per una rappresentanza ministeriale. L’impressione è che questa linea sia coerente con le recenti scelte strategiche del Carroccio. </p>
<p>Chi ha potuto apprezzare da vicino la recente campagna elettorale milanese avrà notato i toni della propaganda leghista. Denominatore comune dei manifesti: poca stima per l’intelletto dell’elettore. Sembra che la Lega stia perdendo quel contatto con la base che ne ha fatto le passate fortune. La sua gente negli anni è maturata politicamente e culturalmente. Il leader no. E non se ne rende conto. Continuare a speculare sulle paure più istintive (moschee e zingaropoli) o sui desideri più infimi (fora di ball!) non paga più come prima. </p>
<p>Tutta colpa del peccato originale di questa stagione politica dove i leader non fanno i leader ma seguono istinti e inclinazioni dell’elettorato. E quando il popolo progredisce i leader, spiazzati, tramontano inesorabilmente. Magari spostando la propria poltrona al fresco della Brianza, aspettando la pensione.</p>
<p><em>Pubblicato in esclusiva su L&#8217;indro www.lindro.it e qui riprodotto per gentile concessione.</em></p>
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		<title>Infrastrutture: obiettivi europei e limiti italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpio Gravina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei limiti storici alla crescita economica italiana è l’arretratezza infrastrutturale che penalizza produzione e trasporti. La costruzione delle grandi opere è sempre stato un punto dolente di governi e amministratori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: alta percentuale di traffico merci su gomma, zone portuali sottosviluppate, collegamenti aerei diretti scarsi. Un deficit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei limiti storici alla crescita economica italiana è l’arretratezza infrastrutturale che penalizza produzione e trasporti. La costruzione delle grandi opere è sempre stato un punto dolente di governi e amministratori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: alta percentuale di traffico merci su gomma, zone portuali sottosviluppate, collegamenti aerei diretti scarsi. Un deficit di sistema ormai consolidato e difficilmente recuperabile.</p>
<p>In Italia la questione infrastrutture è delicata per due motivi principali: tempi e costi di realizzazione eccedono regolarmente le previsioni; appalti e commissioni mancano della necessaria trasparenza. In poche parole le opere pubbliche sono una miniera d’oro per affaristi spregiudicati e furfanti di vario genere. Un business che coinvolge funzionari pubblici, amministratori, criminalità organizzata e società colluse. Una piaga mai estirpata dal nostro sistema. Una piaga però, non una giustificazione. Il vizietto di oggi, riemerso prepotentemente intorno alla questione TAV-Val di Susa, è quello di dire “se c’è il rischio che qualcuno si arricchisca illecitamente attraverso la realizzazione di un infrastruttura allora questa non va fatta”. Possibile? Eccome, basta ascoltare l’ultimo sermone di don Travaglio, portavoce del grillismo anti TAV, che nel merito della funzionalità dell’opera si limita a dire “inutile”, misterioso il perchè, ma giustifica la sua contrarietà adducendo ipotetici illeciti nell’assegnazione dei lavori. Ragionamento da struzzo: il problema c’è ma preferisco nascondere la testa nella sabbia, troppo difficile combattere l’illecito, meglio togliere la possibilità di commetterlo bloccando ogni possibilità di ammodernamento.<br />
Sicuramente così si fa un dispetto al furbetto di turno, sicuramente si fa anche un torto agli italiani, privati di un’opera a causa dell’incapacità di chi dovrebbe gestirne la realizzazione.</p>
<p>Non intendo entrare qui nel merito dell’utilità di costruire una linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, troppe parole sono state già spese pro e contro. Propongo un ragionamento a più ampio respiro: la Commissione Europea ha redatto un libro bianco dove illustra gli obiettivi strategici per razionalizzare e armonizzare la rete continentale dei trasporti. Dietro tale documento c’è una moderna prospettiva focalizzata su tre obiettivi: abbassamento delle emissioni inquinanti, abbassamento dei tempi e dei costi di trasporto. I fondi che l’Europa stanzia per le grandi opere sono destinati a finanziare solo quei progetti che garantiscono un progresso strutturale duraturo. È improbabile che da Bruxelles arrivino 2000 milioni di euro per un cantiere inutile o per far felici alcuni affaristi borderline. L’alta velocità su rotaia è universalmente riconosciuta come il mezzo di trasporto più moderno, ecologico e funzionale per coprire le distanze inferiori ai 1500 Km. I corridoi di collegamento progettati, approvati, finanziati e costruiti a livello comunitario saranno le arterie vitali dell’Europa futura. Restarne fuori sarebbe un errore strategico che non pagheremmo né domani né tra 10 anni, lo pagherebbero i nostri figli. Se l’eredità infrastrutturale degli anni 80 e 90 è tragicamente carente il solo pensiero che oggi si possa perdere l’occasione di stare al passo coi nostri vicini solo per questioni personali (l’egoismo dei no-tav e l’affarismo dei furbetti) è una prospettiva avvilente. </p>
<p>Svegliamoci: ovvio che le popolazioni parzialmente danneggiate dai cantieri vadano indennizzate; altrettanto ovvio che sarebbe ora di rinnovare e standardizzare definitivamente il sistema degli appalti per evitare turbative e mazzette. Intanto per il bene del Paese costruiamo questa benedetta TAV.</p>
<p><em>Pubblicato in esclusiva su L&#8217;Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione.</em></p>
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		<title>Che fine farà la famiglia?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpio Gravina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ventesimo secolo ci ha lasciato in eredità enormi sconvolgimenti sociali e culturali. Ha messo in soffitta l’era delle grandi guerre planetarie, l’era delle ideologie e forse anche l’era della famiglia. La più antica istituzione umana è evidentemente in via di estinzione. O meglio, la famiglia, nei termini in cui eravamo abituati a conoscerla, scomparirà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ventesimo secolo ci ha lasciato in eredità enormi sconvolgimenti sociali e culturali. Ha messo in soffitta l’era delle grandi guerre planetarie, l’era delle ideologie e forse anche l’era della famiglia. La più antica istituzione umana è evidentemente in via di estinzione. O meglio, la famiglia, nei termini in cui eravamo abituati a conoscerla, scomparirà per dare spazio a una nuova entità.</p>
<p>Dietro questa rivoluzione ci sono tante cause, la prima per importanza è il nuovo ruolo della donna post-moderna. Ingrigita la figura femminile della moglie-madre-padrona di casa, la battaglia per l’emancipazione ha messo i pantaloni all’altra metà del cielo. La donna ha voluto diventare come l’uomo: libera, indipendente, preparata, ambiziosa. Ce l’ha fatta. Con la debita prudenza si può oggi dire che siamo arrivati a una parità di oneri e onori: diritto intangibile all’educazione, apertura totale del mondo del lavoro, indipendenza economica. Uno stravolgimento delle abitudini umane epocale, in pochi decenni sono stati spazzate via decine di migliaia di anni di storia. Giusto o sbagliato che sia, il ruolo della donna non sarà mai più quello che è stato.</p>
<p>Ogni cambiamento però lascia un conto da pagare. In questo caso il saldo è a carico della famiglia tradizionale. Famiglia composta dall’uomo lavoratore e dalla donna moglie e madre. Due ruoli ben distinti: uno concentrato sulla carriera e sui soldi che essa garantisce, l’altro concentrato sulla casa, sui figli e sulla cura della vita quotidiana.<br />
Le ragazze di oggi vivono un forte conflitto tra l’istinto materno e il dovere sociale di onorare la libertà acquisita. Non sono più disposte a rinunciare a se stesse per amore del proprio uomo o dei propri figli, questi diventano solo una parte della loro vita, non il tutto. Serve tempo per la carriera, per la propria crescita personale, per soddisfare i desideri. La famiglia non è più l’obiettivo, è una fase della biografia individuale, una parte di esistenza revocabile. Il divorzio, i metodi anticoncezionali, l’allungamento dell’aspettativa di vita sono tutte componenti che hanno indebolito fortemente un vincolo che una volta era “per la vita”. Se il sogno della donna di inizio ‘900 era il raggiungimento della felicità nel matrimonio, il sogno della donna oggi è più sofisticato e oscilla tra la realizzazione personale e le “vecchie” inclinazioni genitoriali. L’accesso all’istruzione ha raffinato un gusto prima acerbo e ha consegnato un intero genere nelle grinfie del mercato del lavoro. Il risultato è una società di single fortemente individualista fatta, single di mentalità  non di fatto.</p>
<p>Cosa aspettarci dal futuro? Tornare ai vecchi schemi è impensabile ma altrettanto difficile è convivere in un mondo di estranei concentrati solo sulla proprio personale biografia. Va risolta l’emergente contraddizione tra famiglia e mercato del lavoro. “L’uguaglianza tra uomini e donne non può essere realizzata mediante le strutture istituzionali che già nel loro impianto tendono a riprodurre l’ineguaglianza” affermava già vent’anni fa il sociologo tedesco Ulrich Beck ventilando la possibilità di una terza via tra il potere totale del mercato e la ri-familiarizzazione. La speranza risiede nelle opportunità istituzionali della riunificazione di lavoro e vita, nella mutazione del mercato verso una solidarietà “per il bene della famiglia”. Una nuova dimensione dei rapporti sociali per aprire nuove possibilità: si potrebbe riscoprire l’antica mutualità da cortile, il reciproco supporto di più nuclei familiari. Concepire una mobilità professionale a misura di coppia sulla base del principio: se lo (la) vuoi, devi trovare un’opportunità professionale anche per lui (lei). Questi o altri mutamenti sociali e istituzionali potrebbero creare e garantire uno spazio di possibilità nuovo, per salvarci dall’individualismo e per salvare i nostri figli da un futuro che non augureremmo a nessuno.</p>
<p><em>Pubblicato in esclusiva su L&#8217;Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione.</em></p>
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		<title>Nuova linfa dal BUONGOVERNO</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un clima di fine impero tra gli storici militanti della destra berlusconiana. Il progetto del Pdl non funziona come si era sperato, lunedì sera alla cena organizzata dal Buongoverno sono emerse le ragioni di un’insofferenza diffusa tra i forzisti della prima ora. La primavera 2011 ha rivelato tutte le debolezze di un partito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un clima di fine impero tra gli storici militanti della destra berlusconiana. Il progetto del Pdl non funziona come si era sperato, lunedì sera alla cena organizzata dal Buongoverno sono emerse le ragioni di un’insofferenza diffusa tra i forzisti della prima ora. La primavera 2011 ha rivelato tutte le debolezze di un partito che non si è mai radicato sul territorio: dalla scelta imposta dall’alto dei rappresentanti territoriali allo scarso supporto nei confronti dei candidati. Il Pdl non è stato in grado di creare una rete di riferimento per chiunque fosse interessato a combattere per i valori del centro destra. Questo ha creato molti tiratori liberi, molta confusione e uno sfaldamento della base che sta abbandonando la causa.</p>
<p>Il Buongoverno ieri sera ha voluto lanciare un nuovo messaggio: ripartendo dagli storici valori liberali che hanno ispirato l’ultima stagione politica serve oggi una nuova spinta. L’elettorato ha punito il fallimento di un progetto politico in cui aveva creduto fortemente, le promesse del ’94 non sono state mantenute. Oggi, 17 anni dopo, la più grande risorsa per rinnovare una speranza mai tramontata sono i numerosissimi eletti che lavorano quotidianamente sul territorio. Il Buongoverno ha aggregato in Lombardia un gruppo di amministratori a tutti i livelli: parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri provinciali, consiglieri comunali e militanti “semplici”. Una squadra che, attraverso la condivisione di intenti, cerca di ridare al progetto Pdl nuovo vigore. Sarà una corrente di partito? Certamente sì, ma nell’accezione sana del termine. Un gruppo che sappia porsi a difesa di un modo di agire politico onesto, leale, liberale, democratico. Sosterremo la critica costruttiva, le primarie a ogni livello, i candidati stimati e radicati sul territorio. Combatteremo perché venga premiato il merito al solo scopo di costruire un partito degno del rispetto e della fiducia degli elettori. Il primo strumento per ottenere tali obettivi è la coesione interna. Lo spettacolo che il partito sta mostrando oggi in Lombardia è motivo di imbarazzo e debolezza. Riscoprire oggi le enormi potenzialità di un’azione comune vuol dire restituire una progettualità e una visione politica a tutti coloro che vogliono impegnarsi per l’Italia di domani.</p>
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		<title>Amministrative Milano 2011 : i nostri candidati</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 10:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Milano]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Marcello Gamberale (zona1)
Nato a Milano 24 anni fa, è laureato in filosofia morale col massimo dei voti. Da anni si impegna con passione nell’attività politica a livello locale ed europeo. Nel 2009 è stato eletto a Bruxelles vicesegretario nazionale dei Giovani del Partito Popolare Europeo. Collabora con le testate Il Giornale e Lettera 43 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 6pt 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;">Marcello Gamberale (zona1)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Nato a Milano 24 anni fa, è laureato in filosofia morale col massimo dei voti. Da anni si impegna con passione nell’attività politica a livello locale ed europeo. Nel 2009 è stato eletto a Bruxelles vicesegretario nazionale dei Giovani del Partito Popolare Europeo. Collabora con le testate Il Giornale e Lettera 43 e nel 2008 ha fondato il giornale nazionale dei Circoli del Buongoverno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Un impegno leale:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">Ø</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Migliorare la qualità dei servizi con trasporti più efficienti e razionalità nella riqualificazione del territorio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">Ø</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Difendere la nostra salute con iniziative responsabili per migliorare la qualità dell’aria (tra le più inquinate d’Europa).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">Ø</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">      </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Difendere la cultura del divertimento per una città viva e attraente nel rispetto di tutti gli abitanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 6pt 0cm 0pt;"><span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 6pt 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;">Mauro De Chiara (zona4)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Nato a Salerno (SA) l’8/9/1977. Residente a Milano. Si è laureato a pieni voti<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Milano e specializzato in<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Farmacologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Insubria di Varese. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ha frequentato corsi di gestione aziendale presso l’SDA Bocconi School of Management. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E’ stato direttore per due anni di una farmacia a Courmayeur (AO) e del relativo dispensario stagionale. Ha organizzato numerose conferenze in qualità di esperto in piante officinali alpine. E’ esperto in Omeopatia, Fitoterapia, Celiachia e preparazioni galeniche. Attualmente è direttore dell&#8217; Antica Farmacia del Verziere di Milano in Corso XXII Marzo 52/7. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E’ stato consigliere del direttivo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>dell’associazione culturale “L’Agrou” per la diffusione della medicina omeopatica e della fitoterapia in Valle d’Aosta e socio fondatore dell’associazione<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>“ Il Circolo Giovani” di Milano. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ex giocatore di rugby, da<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>sempre appassionato di letteratura italiana e straniera,arte, cucina ed enologia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 6pt 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;">Luca Santoleri (zona 9)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 14/05/1965. Si è laureato con il massimo dei voti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e, successivamente, ha conseguito la specialità in Ematologia presso l’Università di Pavia, sempre con il massimo dei voti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Attualmente lavora, con incarico dirigenziale di alta specializzazione, presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E’ Autore e co-Autore di oltre 80 pubblicazioni e abstract su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, Consigliere Regionale della Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare, e consulente per Aziende italiane e multinazionali in ambito biotecnologico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ha svolto attività di Volontario del Soccorso presso la Croce Rossa Italiana di Milano e Bresso (MI).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ha collaborato e collabora tuttora con l’Associazione Volontari del Sangue (AVIS) milanese e della provincia di Milano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ha assolto gli obblighi di leva quale Agente Ausiliario della Polizia di Stato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ha praticato Karate Shotokan ed ho svolto intensa attività agonistica tra i sedici ed i diciannove anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E’ appassionato di tiro a segno e di musica. E’ sposato e padre di una bambina di sette anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si batterà per avere uno spazio nel CdZ 9 dove, se ci arriverà, sarà portavoce proprio di chi non ha ancora o non ha più voce per essere ascoltato….perchè troppo piccolo o troppo anziano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si batterà per una maggiore sicurezza per le strade, per un quartiere più vivibile…in tutti i sensi…ma soprattutto per chi sia diversamente abile, come un suo stretto congiunto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ULTIME NEWS da Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senatore Marcello Dell&#8217;Utri ha nominato segretario provinciale del Buongoverno di Monza e Brianza l&#8217;avv. Vincenzo Caggiano, attuale  consigliere comunale del comune di Brugherio per il gruppo Pdl e già assessore fino al 30 giugno 2010. Caggiano,  35 anni, esponente del PDL e in precedenza di Forza  Italia,  è presente sulla scena politica Monzese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il senatore Marcello Dell&#8217;Utri ha nominato segretario provinciale del Buongoverno di Monza e Brianza l&#8217;avv. <strong>Vincenzo Caggiano</strong>, attuale  consigliere comunale del comune di Brugherio per il gruppo Pdl e già assessore fino al 30 giugno 2010. Caggiano,  35 anni, esponente del PDL e in precedenza di Forza  Italia,  è presente sulla scena politica Monzese e Lombarda già da vari  anni.</p>
<p>A lui il compito di sviluppare la corrente del Buongoverno in Brianza.</p>
<p>Dalla segreteria regionale della Lombardia, i nostri auguri all’amico Vincenzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontro Dell&#8217;Utri - Terzi‏</title>
		<link>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=877</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 7 marzo alle 18.30 presso il Circolo del Buongoverno di Milano in via Marina, 1 
 
 
 




il Sen. Marcello Dell’Utri incontrerà Giovanni Terzi
 
Le  prossime elezioni amministrative di maggio si svolgeranno in un clima  caratterizzato da una crescente disaffezione nei confronti della  partecipazione alla vita politica e per questo motivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Lunedì 7 marzo alle 18.30 </span></strong><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">presso il Circolo del Buongoverno di Milano in via Marina, 1 </span></p>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"><br />
</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center; line-height: 150%;" align="center">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center; line-height: 150%;" align="center">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center; line-height: 150%;" align="center"><strong><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">il Sen. Marcello Dell’Utri incontrerà Giovanni Terzi</span></strong></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Le  prossime elezioni amministrative di maggio si svolgeranno in un clima  caratterizzato da una crescente disaffezione nei confronti della  partecipazione alla vita politica e per questo motivo che <strong>Giovanni Terzi</strong>, Assessore alle Attività Produttive, Moda, Design, Eventi, del <strong>Comune di Milano</strong>,  si presenterà alla prossima sfida elettorale con una lista civica che  vuole dare nuovo impulso al vero spirito meneghino che da sempre ha  portato la città di Milano ad eccellere. </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Certi del vostro interesse, ci auguriamo di incontrarVi. </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong><span style="line-height: 150%; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Il Circolo del Buongoverno di Milano</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;Accademia del Buongoverno - Luglio 2010</title>
		<link>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=868</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 14:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'Accademia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qui potete trovare il nuovo numero de L&#8217;Accademia realizzato dal Buongoverno di Milano per il mese di Luglio 2010.
Per scaricare il file pdf de L&#8217;Accademia del Buongoverno - Luglio 2010, clicca qui.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p align="justify">Qui potete trovare il nuovo numero de <em>L&#8217;Accademia </em>realizzato dal Buongoverno di Milano per il mese di Luglio 2010.</p>
<p align="justify">Per scaricare il file pdf de L&#8217;Accademia del Buongoverno - Luglio 2010, <a href="http://www.ilcircolo.mi.it/wp-content/uploads/2010/01/Accademia_luglio_2010.pdf" target="_blank">clicca qui</a>.</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Comunicato Stampa G.I.P.P.E. e Giovane Italia‏</title>
		<link>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=858</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=858#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 13:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilocasalini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[A  seguito dell’ all’Assemblea annuale del G.I.P.P.E (Giovani Italiani del  Partito Popolare Europeo), svoltasi a Bruxelles dal 16 al 18 dicembre,  il Circolo del Buon Governo di Milano è lieto di annunciare la nomina  per il secondo anno consecutivo di Marcello Gamberale Paoletti, membro della segreteria del Buongoverno, come Vicesegretario del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;">A  seguito dell’ all’Assemblea annuale del G.I.P.P.E (Giovani Italiani del  Partito Popolare Europeo), svoltasi a Bruxelles dal 16 al 18 dicembre,  il Circolo del Buon Governo di Milano è lieto di annunciare la nomina  per il secondo anno consecutivo di <strong><span style="font-weight: bold;">Marcello Gamberale Paoletti</span></strong>, membro della segreteria del Buongoverno, come Vicesegretario del GIPPE.</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;">Eletto  da 230 giovani delegati da tutta Italia, in rappresentanza di 23  Eurodeputati del gruppo PPE, dopo l’ottimo lavoro compiuto nel corso del  2010, porterà nuovamente il suo supporto e la sua abilità politica al  servizio del  GIPPE.</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;">Durante  l’appuntamento i giovani hanno partecipato a commissioni tematiche,  studiando documenti di rilevanza europea con importanti implicazioni  sulla politica di governo, oltre ad aver avuto la straordinaria  opportunità di incontrare l’On. Antonio Tajani, Vicepresidente della  Commissione Europea, e il Presidente Silvio Berlusconi.</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;">Durante la tre giorni di lavoro è stata inoltre annunciata la nomina <strong><span style="font-weight: bold;">dell’On. Annagrazia Calabria</span></strong> a Coordinatrice della Giovane Italia. Un candidatura fermamente  sostenuta dal Circolo del Buongoverno di Milano che crede che la giovane  deputata sia la miglior scelta per rilanciare le attività giovanili del  PDL. </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;">All’Onorevole Calabria sinceri auguri di buon lavoro.</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="ecxMsoNormal">
<div><strong><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"><span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt; font-weight: bold;">Giovannipio Gravina</span></span></strong></div>
<p class="ecxMsoNormal"><em><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"><span style="font-style: italic; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Dirigente nazionale Giovane Italia</span></span></em></p>
<p class="ecxMsoNormal"><em><span style="font-family: Garamond; font-size: medium;"><span style="font-style: italic; font-family: Garamond; font-size: 14pt;">Segretario del Circolo del Buongoverno di Milano</span></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NESSUN CAPITOLO NEI LIBRI DI STORIA</title>
		<link>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=830</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.mi.it/?p=830#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpio Gravina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Corte d’Appello riduce la condanna Marcello Dell’Utri a sette anni, ma sgretola il castello costruito sulle menzogne di molti collaboratori di giustizia. Aspettando la Cassazione, il senatore risulta colpevole solo per fatti antecedenti al 1992, la trattativa tra Stato e Cosa nostra andrà dunque cercata altrove.

Il fatto non sussiste. Dopo sei giorni di camera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Corte d’Appello riduce la condanna Marcello Dell’Utri a sette anni, ma sgretola il castello costruito sulle menzogne di molti collaboratori di giustizia. Aspettando la Cassazione, il senatore risulta colpevole solo per fatti antecedenti al 1992, la trattativa tra Stato e Cosa nostra andrà dunque cercata altrove.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il fatto non sussiste. Dopo sei giorni di camera di consiglio, la Corte d’Appello di Palermo ha sentenziato: Marcello Dell’Utri ha avuto un collegamento con i mafiosi, ma solo fino al ’92. Il braccio destro di Silvio Berlusconi rimedia così sette anni di carcere per i suoi rapporti con affiliati a Cosa Nostra; meno dei nove anni inflitti nel primo grado di giudizio, meno degli undici chiesti dal Procuratore di Palermo, ma pur sempre sette anni. Una condanna non da poco, ma la politica, almeno quella, non c’entra più. Ed è una parziale liberazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non c’entra più Forza Italia, fondata nel 1993, non c’entrano più i tragici attentati a Falcone e Borsellino né il presunto accordo con Bernardo Provenzano. I mandanti occulti delle stragi, gli intermediari della trattativa tra Stato e mafia, andranno adesso cercati altrove: un primo passo necessario per individuarli e rendere giustizia al nostro Paese, ai nostri morti. Al senatore resta la condanna a sette anni, una mezza sconfitta che può essere considerata una mezza vittoria. Il nuovo capitolo da pubblicare sui libri di storia con Dell’Utri e Berlusconi artefici delle pagine più nere dell’Italia, quel capitolo auspicato dal Procuratore Generale Nino Gatto, non è stato e non sarà mai scritto, perché il fatto non sussiste. La bomba atomica Spatuzza, le dichiarazioni di Giuffrè, la supertestimonianza di Ciancimino junior e tutto l’apparato di manipolazione dei collaboratori di giustizia è stato pesato dalla Corte d’Appello per quello che è: una marea di minchiate e contraddizioni. Con buona pace dei tanti giustizialisti che non riusciranno a rassegnarsi all’idea, pur gioendo della condanna, e che ovviamente non cambieranno posizione, perché il concetto “il fatto non sussiste” è assai scomodo e potrà dunque essere omesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Certo, resta la condanna a sette anni, ma con le accuse più gravi ormai stralciate la strada verso un’assoluzione piena in Cassazione sembra più percorribile. Marcello Dell’Utri ha definito la sentenza “pilatesca”: da un lato assolve dalla gravissima accusa di collusione politica, da un altro preserva un alto margine di condanna per dei fatti già smontati dalla difesa, dati e date alla mano. Ma più che dell’ignavia di Ponzio Pilato, qui si dovrebbe parlare dell’opportunità per la Corte d’Appello di non sconfessare in pieno quindici anni di indagini della Procura di Palermo. Quasi un contentino concesso al PG Nino Gatto in attesa di passare la patata bollente alla Cassazione, per la quale serviranno ben più che dichiarazioni contraddittorie, supposizioni e falsi storici già smontati dalla difesa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non bisogna d’altronde tralasciare il contesto in cui è nato e cresciuto Dell’Utri: ipotizzare che chi ha vissuto nella Palermo degli anni ’50 non abbia mai avuto contatti con esponenti di Cosa Nostra è fantasticare stupidamente. Il vero problema è che per avallare<span> </span>l’istituto del concorso esterno in associazione mafiosa bisogna considerare i reali contributi dati dall’esterno alle strategie dell’associazione, non la partecipazione ai matrimoni, gli appuntamenti in agenda o i contatti con esponenti della cosca, atteggiamenti che di fatto non rendono l’imputato mafioso a sua volta. Ma adesso non resta che aspettare tre mesi per leggere le motivazioni di una condanna a metà, leggere per capire, approfondire e difendersi, in attesa che con il terzo grado di giudizio arrivi il definitivo punto e basta, nel bene o nel male.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Nel frattempo possiamo considerare il Presidente Berlusconi come il grande assolto di questo processo: demolito il castello dei collaboratori di giustizia, le accuse di collusione politica tra Forza Italia e Cosa Nostra si sgretolano, perché per la Corte d’Appello di Palermo “il fatto non sussiste”. Un primo boccone che molta gente dovrà mandare giù in fretta, per non correre il rischio di strozzarsi quando sulla vicenda si esprimerà anche la Corte Suprema di Cassazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><strong>M.C.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
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