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	<title>Il Circolo del Buongoverno di Milano &#187; marcolamberti</title>
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	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 16:42:36 +0000</pubDate>
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		<title>Rapporto tra Mass Media e Politica</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 16:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcolamberti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le nostre attività]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rapporto tra mass media e politica, insieme allo specifico problema dell’influenza dei media sulle opinioni politiche dei cittadini, è stato spesso oggetto di studio ed approfondimento in virtù della interrelazione “naturale” che essi hanno fino ai limiti dell’interdipendenza.
C’e’ chi considera i media come subordinati al sistema politico, che li controlla più o meno direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il rapporto tra mass media e politica, insieme allo specifico problema dell’influenza dei media sulle opinioni politiche dei cittadini, è stato spesso oggetto di studio ed approfondimento in virtù della interrelazione “naturale” che essi hanno fino ai limiti dell’interdipendenza.<br />
C’e’ chi considera i media come subordinati al sistema politico, che li controlla più o meno direttamente e che li usa per mantenere il potere e influenzare i cittadini: i media sono dei semplici canali per diffondere il messaggio politico; chi considera i media come indipendenti dal potere e dotati di notevole influenza sul sistema politico; e chi, infine, considera il rapporto tra mass media e politica come una continua negoziazione e un tentativo di reciproca influenza.<br />
Le riflessioni che su questo fondamentale tema si sono svolte sono dovute sia all’importanza che entrambi i temi hanno nello svolgimento di una sana vita democratica, sia al rapporto di osmosi tra loro: i mass media hanno bisogno della politica e la politica deve usare i media, pur avendo i due sistemi obiettivi ed esigenze propri.<br />
Importanti studiosi individuano diversi modelli di interazione che vanno da quello denominato “Avversario”, che è l’esito di un equilibrio e un reciproco controllo dei poteri (<em>checks and balances</em>), a quello “Collaterale”, caratterizzato da un parallelismo degli interessi di media e politica, o addirittura da un fiancheggiamento della politica da parte dei media quando essi non sono al di sopra degli interessi politici ed economici. Si ha poi il modello “Scambio” quando i politici e i media, avendo bisogno gli uni degli altri, preferiscono al conflitto la negoziazione e la contrattazione; infine il modello “Competizione” quando i media e la politica si contendono i medesimi obiettivi, quali la leadership dell&#8217;opinione pubblica, il consenso, la legittimazione (soprattutto nei momenti di crisi).<br />
Sulla base di questi approcci i media hanno diverse funzioni:<br />
1) selezionare e trattare le notizie sulla politica, che vengono diffuse velocemente e in grande quantità. I media sono la principale fonte di informazione sulla politica, mostrata anche in diretta; il loro ruolo di filtro (<em>gatekeeping</em>) in questo senso sembra decisivo per la democrazia.<br />
2)  Creare nuovi spazi di discussione e di confronto elettorale.<br />
3) Critica alla politica, per alcuni addirittura di “controllo”, che implica un vigilare sull’operato dei governanti in nome del cittadino, di cui si difendono gli interessi.<br />
4) Offrire visibilità alla politica e fornire un’immagine dei suoi protagonisti. Rendendo visibile una buona parte della vita politica che un tempo restava nel “segreto”<br />
La politica trova molti vantaggi nell’uso dei new media nella misura in cui la comunicazione politica telematica ha costi inferiori rispetto alle altre forme di propaganda con i vecchi media. Le nuove tecnologie permettono di diffondere, con linguaggi multimediali, molte più informazioni. Anche la velocità di diffusione e di aggiornamento delle informazioni è un elemento cruciale per la comunicazione politica, soprattutto in campagna elettorale. Tali informazioni, tra l’altro, possono essere diffuse senza il filtro della mediazione giornalistica e il vincolo di pubblicazione dei messaggi mass-mediali.<br />
L’interattività, caratteristica principale delle nuove tecnologie, offre al messaggio politico la possibilità di un dialogo on-line, di una discussione “da molti a molti” e anche di una segmentazione del pubblico, con messaggi mirati su tematiche specifiche. Un ulteriore vantaggio delle nuove tecnologie è l’assenza di costrizioni spazio-temporali nella fruizione.<br />
Lo studio della comunicazione politica segna la nascita della ricerca sugli effetti della comunicazione di massa. Da allora il dibattito sul potere dei media e sull’efficacia della comunicazione nel modificare le opinioni politiche e i comportamenti di voto non si è mai interrotto.<br />
I media sembrano più potenti nella prima fase della loro introduzione, hanno un’influenza maggiore nei periodi di crisi e il loro potere varia in funzione delle altre istituzioni e agenzie di socializzazione di massa. Oggi i cambiamenti nella struttura e nelle funzioni dei partiti (non solo per effetto della comunicazione di massa, ma per le più vaste trasformazioni sociali) hanno trasferito sui media parte della vita politica e dell’esperienza politica dei cittadini.<br />
Il tema dell’informazione politica si collega al più vasto problema della cittadinanza democratica: riflessione più ampia sui concetti di “buon cittadino” e “cittadino bene informato”. Se l’ideale è quello del membro della <em>polis </em>che si mantiene aggiornato sui problemi e sui programmi politici in modo da compiere scelte razionali, solo una ristretta èlite corrisponde oggi a quel modello.<br />
Inoltre, il contributo dei media appare fortemente inadeguato: la copertura delle notizie è secondo i critici insufficiente, troppo episodica, superficiale e parziale.<br />
M. Schudson e J. Zaller sviluppano un modello diverso di cittadinanza che dovrebbe consentire di adeguare le aspettative alla realtà.<br />
Secondo Schudson, il buon cittadino non è colui che si informa su tutti i problemi, ma colui che “monitora” la situazione (<em>monitoral citizen</em>) e si attiva solo nel caso in cui emergano problemi e sia necessario un intervento.<br />
Per Zaller invece, il ruolo dell’informazione per il cittadino medio dovrebbe essere paragonato a quello di un antifurto (<em>burglar alarm</em>), che “suona” quando si presentano problemi importanti, ma non impegna il cittadino quando tutto è sotto controllo, lasciandolo comunque tranquillo sul fatto che la situazione è tenuta sotto osservazione.<br />
Aumenta così la responsabilità dei media, i quali devono garantire che i “sensori” per questi allarmi vengano collocati nei punti giusti.<br />
Noi crediamo che uno studio ed un dialogo approfonditi con esperti di entrambi i settori potranno suscitare stimoli nuovi e possibilità di apprendere i metodi di gestione dei rapporti tra politica e media. La partecipazione è vita.</p>
<p align="justify">Marco Lamberti</p>
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