L’Immigrazione, un fatto irreversibile

Pubblicato giovedì 24/6/2010 da Marcello Gamberale Paoletti | Categoria: Europa, Generale

di Vidal Silva

La storia dell’uomo è una storia d’immigrazione ed è grazie a questo processo che oggi i popoli dell’occidente hanno raggiunto il loro benessere consolidando al meglio le conoscenze ed esperienze di vita delle diverse culture che l’hanno forgiato.

L’immigrazione come processo in realtà non si è mai fermata, sopratutto oggi di fronte a una globalizzazione dove ormai le frontiere economiche sono state abbattute e purtroppo la concezione di frontiere fisiche per gli uomini in contrasto alla nuova concezione globale s’innalzano.

L’Italia che noi vediamo oggi, non è la stessa di vent’anni fa, ne sarà la stessa fra vent’anni. La nostra società vive in continuo mutamento, oggi, al di là del parlare d’integrazione, non ci rendiamo conto che stiamo andando verso una fusione culturale che darà una nuova faccia al nostro paese dovuta alle dinamiche che si sono innescate in questo processo irreversibile.

Noi stessi limitiamo la nostra libertà come cittadini quando ci fermiamo alla superficialità con la quale molte volte viene trattato qualsiasi argomento attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Nella ricerca di una verità costante ci perdiamo e molte volte siamo schiavi della nostra ignoranza e pregiudizio.

Il Papa Giovanni Paolo II ci diceva “Non abbiate paura”, messaggio profondo a una società globale che sta cambiando a passi accelerati; “Non abbiate paura” sopratutto alla nostra classe politica che ha la responsabilità di delineare la nostra convivenza come cittadini.

Molte volte centriamo l’attenzione e generalizziamo parlando di clandestinità, quasi come a dire che è l’ origine di tutto il male della nostra società. Se esistono clandestini in Italia è perchè il sistema del lavoro lo permette: lo smodato abuso di lavoro nero da parte delle imprese è un grande stimolo dei flussi migratori verso l’Italia.

Sta al nostro governo l’onere di risolvere con coraggio il problema, non l’effetto ma la causa. Ai cittadini provenienti da altri paesi interessa poco la politica o le ideologie dei partiti. Lo straniero cerca di realizzare e costruire una nuova vita in questo meraviglioso paese e per questo vuole solo ottenere le condizioni necessarie per integrarsi nella nostra società. Molti vengono da paesi che hanno vissuto la dittatura, altri da paesi ex comunisti altri da paesi dove in nome del popolo e per il popolo sono commesse grandi ingiustizie. Tutti gli immigranti sono conseguenza dell’ incapacità dei governanti dei loro paesi di origine di garantire benessere e futuro per i loro figli.

L’immigrazione è vista più come un problema che come risorsa e beneficio per la crescita e la prosperità del nostro paese. Se pensiamo alle migliaia di persone che ogni mattina si alzano e vivono condividendo gli stessi problemi che abbiamo tutti: dal prendere i mezzi allo stare dietro ai ritmi della nostra gran Milan. Pensiando alle scuole, dove oggi i nostri figli stanno crescendo in maniera naturale convivendo serenamente nella diversità; pensando alle case di cura, e agli ospedali dove siamo tutti soltanto uomini e donne possiamo solo dire che in realtà non parliamo di un problema ma soltanto di poca conoscenza delle dinamiche che sono in atto.

Molti cittadini stranieri che sono arrivati in Italia da pochi o molti anni investono il loro tempo e si riuniscono per dar vita a migliaia di associazioni che difendono diversi interessi: questo è un segnale più che positivo che sta a indicare una voglia di rendersi partecipi in maniera attiva per agevolare un processo d’integrazione, contribuendo a far conoscere le loro culture

L’immigrazione, meglio dire la nuova faccia del nostro paese, la vediamo nelle strade, nel commercio,nelle migliaia imprese che oggi sono nate per vendere prodotti e servizi a questo mercato emergente.

Se ben è vero che ogni testa è un mondo, non si può continuare a vivere nel nostro paese come in un grande universo, ma tutti come parte di un solo corpo, l’Italia. E in atto una nuova consapevolezza di senso di appartenenza sempre Italiano ma più ricco, e tutti noi ne siamo parte.

Conoscere per capire, capire per agire. Agire nell’interesse collettivo per rendere la nostra Italia sempre più libera, giusta e solidale con parità di opportunità a favore di uno sviluppo partecipativo integrale di tutti e per tutti.

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